Ridere di tutto, sempre: così nascevano le vignette di Charlie HebdodiRedazione8 GEN 15Ultimo aggiornamento: 10:30 | 19 SET 16PrintL’ossessione CoranoDa Lévi-Strauss a Garaudy, gli intellettuali francesi assillati e affascinati dal canto del muezzin. Renaud Camus ebbe una folgorazione in visita alla casa di Mauriac, dove vide le periferie francesi piene di donne velate.diGiulio MeottiAttacco terroristico al giornale Charlie Hebdo a ParigiTre uomini armati hanno fatto irruzione nella redazione parigina del giornale satirico, più volte finito nel mirino degli integralisti islamici per aver irriso la figura del Profeta Maometto. 12 morti e oltre 20 feriti.diRedazioneDiscorso sulla satiraChiacchierata con Vincino su un mestiere di cui è difficile tracciare i confini. “Cerchiamo i limiti per violentarli. La bestemmia è una parola d’amore perché umanizza la religione”. “Io forse quella vignetta del trenino con la santissima Trinità non l’avrei fatta. Un disegnatore di satira però deve lasciarsi vivere”.diSalvatore MerloRedazione rel. corr.Gli ottimati del New York Times annacquano l’elemento islamico della strage. Non tutti sono Charlie Hebdo.diMattia FerraresiA ridere del Profeta, fin dalle origini dell’islam si rischiava la pelleNon si sa se Maometto ridesse. “Non ho mai visto il Messaggero di Allah ridere pienamente fino al punto da potergli vedere l’ugola. Si limitava a sorridere”, ricordava, secondo un hadith (racconto), la sua moglie diletta Aisha.diMaurizio StefaniniUna risata li seppelliràDa Aristofane a Charlie, la civiltà della satira ha radici sempreverdi. Chi pensa che l’irriverenza urticante del periodico francese non si possa paragonare alla tradizione letteraria latina e greca dimentica che Aristofane, per citare l’esempio più celebre, fu politicamente scorretto, per usare un eufemismo.diRedazioneDi più su questi argomentiCharlie Hebdofranciasatira